Aggiornato ad agosto 2026

Congedo parentale 2026: cosa cambia davvero (e cosa no)

Fino ai 14 anni del figlio e 10 giorni di malattia invece di 5. L'indennità però resta quella di prima: ecco la differenza tra i titoli e la busta paga.

Cosa cambia, in tre righe

Dal 1° gennaio 2026 il congedo parentale si può usare fino ai 14 anni del figlio invece che fino ai 12. I giorni di assenza per malattia del figlio passano da 5 a 10 all'anno per ciascun genitore, e valgono nella fascia dai 3 ai 14 anni al posto del vecchio limite di 8 anni. L'indennità non cambia: resta l'80% per i primi tre mesi e il 30% per i successivi.

Età massima del figlio14 anni
Malattia figlio, giorni/anno10
Indennità primi 3 mesi80%
Durata complessiva10-11 mesi
Riferimenti: Legge di Bilancio 2026, che modifica il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico maternità e paternità) agli articoli 32, 33, 34 e 47. Istruzioni operative nel messaggio INPS n. 251 del 26 gennaio 2026.

Congedo parentale fino a 14 anni: chi ne beneficia davvero

Il congedo parentale è il periodo di astensione facoltativa dal lavoro che spetta a entrambi i genitori. Non va confuso con il congedo di paternità obbligatorio, che dura 10 giorni ed è retribuito al 100%, né con il congedo di maternità.

La durata complessiva resta invariata: 10 mesi tra i due genitori, che diventano 11 se il padre ne utilizza almeno tre, continuativi o frazionati. Quello che cambia è la finestra temporale entro cui usarli: prima si doveva stare dentro i 12 anni del bambino, ora si arriva ai 14.

Perché l'estensione conta meno di quanto sembri

Qui serve una precisazione che nei titoli di giornale si perde. I mesi indennizzati restano legati alle stesse regole di prima: l'80% spetta per tre mesi da usare entro i 6 anni del figlio, il 30% per i sei mesi successivi. Estendere il limite a 14 anni allunga il periodo in cui puoi assentarti, ma i mesi in più che sfrutti tra i 12 e i 14 anni sono, nella quasi totalità dei casi, non retribuiti.

Tradotto: è una misura di flessibilità per chi ha figli alle medie, non un aumento di reddito. Utile se hai bisogno di tempo, meno se speravi in soldi.

A chi si applica

Chi resta fuori. Le novità del 2026 non si applicano ai genitori iscritti alla Gestione separata né ai lavoratori autonomi: per loro restano le regole precedenti. È il punto su cui si generano più equivoci quando la notizia rimbalza sui social.

Malattia del figlio: da 5 a 10 giorni

È la modifica che nella vita quotidiana pesa di più, perché riguarda le assenze improvvise che ogni genitore conosce.

VoceFino al 2025Dal 2026
Giorni all'anno per genitore510
Età del figlioda 3 a 8 annida 3 a 14 anni
Retribuzionenessunanessuna
Contributi previdenzialia carico del datorea carico del datore

I 10 giorni spettano a ciascun genitore, quindi 10 al padre e 10 alla madre, e si usano alternativamente: nello stesso giorno non possono assentarsi entrambi per lo stesso figlio. Il periodo non è indennizzato dall'INPS, ma il datore di lavoro continua a versare i contributi previdenziali, quindi non si crea un buco nella posizione contributiva.

Sotto i 3 anni di età del bambino la regola è diversa e più favorevole: i giorni di assenza per malattia sono illimitati, sempre non retribuiti.

Quanto prendi davvero: l'indennità passo per passo

Il congedo parentale è indennizzato dall'INPS in modo decrescente, e la quota dipende dall'età del figlio e dai mesi già usati.

PeriodoIndennitàCondizione
Primi 3 mesi80% della retribuzioneda fruire entro i 6 anni del figlio
Successivi 6 mesi30% della retribuzioneentro i 14 anni (prima 12)
Mesi ulteriorinon indennizzatisalvo redditi sotto la soglia di legge

L'indennità si calcola sulla retribuzione media giornaliera del mese precedente l'inizio del congedo. Se vuoi vedere l'effetto sul netto in busta paga, puoi partire dal calcolatore dello stipendio netto e ragionare sulla percentuale che ti spetta.

Attenzione al frazionamento. Il congedo può essere usato a mesi, a settimane, a giorni e in alcuni contratti anche a ore. Frazionarlo a giorni singoli conviene sul piano organizzativo, ma verifica sempre come il tuo CCNL calcola ratei, tredicesima e ferie durante il congedo: su periodi lunghi l'impatto sul TFR e sulle mensilità aggiuntive non è trascurabile.

Come si presenta la domanda

  1. Prima al datore di lavoro, con il preavviso previsto dal contratto collettivo: di norma 5 giorni, che scendono a 2 per il congedo frazionato a giorni.
  2. Poi all'INPS, prima dell'inizio del periodo, dal sito inps.it con SPID, CIE o CNS, oppure tramite Contact Center o patronato.
  3. Le domande presentate dopo l'inizio del congedo fanno perdere l'indennità per i giorni precedenti alla presentazione. È l'errore più costoso e anche il più frequente.

Per la malattia del figlio non serve domanda all'INPS: basta il certificato del pediatra o del medico e la comunicazione al datore di lavoro.

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Domande frequenti

Fino a che età del figlio si può usare il congedo parentale nel 2026?
Dal 1° gennaio 2026 il congedo parentale è fruibile fino al compimento dei 14 anni del figlio, mentre fino al 2025 il limite era di 12 anni. La modifica è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e le istruzioni operative sono nel messaggio INPS n. 251 del 26 gennaio 2026. In caso di adozione o affidamento il termine decorre dall'ingresso del minore in famiglia e non può superare la maggiore età.
Quanti giorni di malattia del figlio spettano nel 2026?
Dal 2026 spettano 10 giorni lavorativi all'anno a ciascun genitore per figli di età compresa tra 3 e 14 anni, il doppio dei 5 giorni previsti fino al 2025 quando il limite di età era di 8 anni. I giorni si usano alternativamente tra i genitori, non sono retribuiti, ma il datore di lavoro versa comunque i contributi previdenziali. Per i figli sotto i 3 anni i giorni restano illimitati.
L'indennità del congedo parentale è aumentata nel 2026?
No. Il trattamento economico resta invariato: 80% della retribuzione per i primi tre mesi, da fruire entro i 6 anni del figlio, e 30% per i sei mesi successivi. I periodi ulteriori non sono indennizzati, salvo redditi inferiori alla soglia di legge. L'estensione a 14 anni riguarda la finestra temporale di utilizzo, non l'importo.
Le nuove regole valgono anche per autonomi e partite IVA?
No. Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 riguardano esclusivamente i genitori lavoratori dipendenti, pubblici e privati. Per gli iscritti alla Gestione separata e per i lavoratori autonomi restano applicabili le regole precedenti. È il punto su cui circolano più informazioni imprecise.
Quanto dura complessivamente il congedo parentale?
La durata complessiva tra i due genitori è di 10 mesi, che salgono a 11 se il padre ne utilizza almeno tre, in modo continuativo o frazionato. Ciascun genitore ha un limite individuale: 6 mesi la madre, 6 mesi il padre che diventano 7 nel caso appena descritto. La durata non è stata modificata dalla manovra 2026.
Congedo parentale e congedo di paternità sono la stessa cosa?
No, e la confusione è frequente. Il congedo di paternità obbligatorio dura 10 giorni, è retribuito al 100% e va usato tra i due mesi precedenti e i cinque successivi al parto. Il congedo parentale è invece facoltativo, dura complessivamente 10 o 11 mesi ed è indennizzato all'80% o al 30% secondo il periodo.
Quando va presentata la domanda?
Prima dell'inizio del periodo di congedo: al datore di lavoro con il preavviso previsto dal contratto collettivo, di norma 5 giorni ridotti a 2 per il congedo frazionato a giorni, e all'INPS tramite il sito con SPID, CIE o CNS, Contact Center o patronato. Le domande presentate dopo l'inizio del congedo fanno perdere l'indennità per i giorni già trascorsi.

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