Calcola costo e convenienza della sanità integrativa
La differenza fiscale tra versare a una cassa sanitaria e stipulare una polizza diretta è enorme. Il calcolatore la rende visibile sui tuoi numeri.
| Voce | Per dipendente | Totale azienda |
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Ti costruisco la copertura sui tuoi numeri
Dimensione aziendale, età media, familiari da includere, massimali: sono le variabili che spostano davvero il premio. Ti preparo il confronto gratuito, con il trattamento fiscale scritto nero su bianco.
Richiedi il confronto gratuito →Cassa sanitaria o polizza diretta: la differenza che vale migliaia di euro
È il bivio da cui dipende tutto il resto, e viene sbagliato spesso.
1. Contributo a cassa o fondo sanitario
I contributi versati dall'azienda a enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale non concorrono a formare il reddito del dipendente fino a 3.615,20 euro all'anno. È un plafond ampio, del tutto separato da quello dei fringe benefit.
La condizione da rispettare: la cassa o il fondo deve essere iscritto all'Anagrafe dei Fondi Sanitari presso il Ministero della Salute e operare secondo i requisiti previsti. Senza questo requisito l'esenzione salta e i contributi diventano reddito imponibile.
Su queste somme l'azienda versa il contributo di solidarietà del 10% all'INPS, previsto dall'art. 9-bis del D.L. 103/1991. È l'unico onere contributivo e va messo a bilancio.
2. Polizza sanitaria stipulata direttamente dall'azienda
Se l'azienda stipula in proprio una polizza rimborso spese mediche a favore dei dipendenti, senza passare da una cassa o da un fondo, il premio è un fringe benefit in natura: rientra nel tetto generale di 1.000 euro, che sale a 2.000 per chi ha figli fiscalmente a carico.
Qui scatta la regola del tutto o niente: se il valore complessivo dei fringe benefit dell'anno supera la soglia anche di un solo euro, l'intero importo diventa imponibile, non solo l'eccedenza. Un premio da 1.100 euro non genera 100 euro di imponibile: ne genera 1.100.
Le regole fiscali che generano più errori
Le spese rimborsate non si detraggono
È il punto più frainteso, e crea malumori quando emerge a giugno con il 730 già presentato. Se i contributi versati alla cassa non hanno concorso a formare il reddito perché rientravano nella soglia di 3.615,20 euro, allora le spese mediche che la cassa rimborsa non sono detraibili nella dichiarazione del dipendente.
La logica è lineare: non si può ottenere due volte lo stesso vantaggio fiscale. Resta detraibile soltanto la parte di spesa effettivamente rimasta a carico del lavoratore: se una visita costa 100 euro e la cassa ne rimborsa 80, si portano in detrazione i 20 residui, nel rispetto della franchigia di legge.
Il premio di una polizza sanitaria privata non è detraibile
Chi paga di tasca propria una polizza rimborso spese mediche non può detrarre il premio. La detrazione del 19% riguarda altre coperture: rischio morte e invalidità permanente non inferiore al 5%, con un massimale di premio di 530 euro, e non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, fino a 1.291,14 euro. Le polizze malattia e rimborso spese mediche restano fuori.
In compenso, chi paga il premio con denaro già tassato mantiene il diritto di detrarre integralmente le spese mediche rimaste a suo carico.
L'estensione ai familiari
La copertura può essere estesa al coniuge non legalmente separato, ai figli qualunque sia la loro età e agli ascendenti conviventi, a condizione che rispettino i requisiti reddituali per essere considerati fiscalmente a carico. È una delle leve che il dipendente percepisce di più: coprire la famiglia vale, nella percezione, molto più del premio che costa.
Cosa cambia per il dipendente e per chi gestisce il personale
Per il lavoratore la sanità integrativa è il benefit con il ritorno percepito più alto: accorcia le liste d'attesa, copre visite specialistiche, diagnostica, ricoveri e spesso odontoiatria, voci che altrimenti uscirebbero dal reddito già tassato. Su una famiglia con figli l'impatto reale supera facilmente il valore nominale del premio.
Per chi gestisce il personale ci sono tre attenzioni operative:
- Verificare l'iscrizione all'Anagrafe del fondo prima di firmare: è il requisito su cui poggia l'intera esenzione.
- Definire le categorie omogenee di destinatari. Il vantaggio fiscale spetta se il benefit è offerto alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee, non a singoli scelti discrezionalmente.
- Formalizzare con contratto, accordo o regolamento aziendale. Serve anche a rendere il costo integralmente deducibile: il welfare erogato volontariamente resta deducibile solo nel limite del 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente.