Previdenza complementare · Partite IVA

Fondo Pensione con Partita IVA: Forfettario o Ordinario?

Scopri quanto risparmi di tasse ogni anno, quanto paghi quando riscatti e se ti conviene davvero rispetto a un investimento libero. Aggiornato alla Legge di Bilancio 2026.

5.300 €deducibili ogni anno
9%tassa finale minima
0%sui contributi non dedotti
20%sui rendimenti (ETF: 26%)

Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2026

Calcolatore fondo pensione per partite IVA

Confronta forfettario, ordinario e un PAC in ETF con gli stessi versamenti.

1. La tua situazione fiscale

Ricavi × coefficiente di redditività, meno i contributi INPS. Serve per il confronto con l'ordinario.
Reddito della partita IVA al netto dei contributi INPS, più eventuali altri redditi (per esempio uno stipendio).
Per esempio uno stipendio o una pensione. Il fondo si può dedurre da questi.

2. Il fondo pensione

Deducibile fino a 5.300 €/anno (limite 2026).
Prudente 2-3% · bilanciato 3-4% · azionario 5-6%.
Opzioni avanzate (costi, addizionali, anni già maturati)
Lo trovi nella scheda costi. Indicativo: fondi aperti 0,5-1,5%, PIP 1,5-2,5%.
Più 0,20% di imposta di bollo, già conteggiata (il fondo pensione non la paga).
Aumentano il risparmio della deduzione.
Contano per ridurre la tassa finale dal 15% al 9%.
20% di base; più bassa se il fondo investe in titoli di Stato (12,5%).

Il tuo risultato

Risparmio fiscale annuo–
Tassa finale sul dedotto–
Netto dal fondo–
Fondo vs PAC in ETF–netto + risparmi fiscali

Quanto ti resta in tasca alla pensione

Netto dal fondo Risparmi fiscali accumulati PAC in ETF, netto Totale versato

Forfettario o ordinario: il confronto con i tuoi numeri

Con lo stesso reddito e gli stessi versamentiForfettarioOrdinario

Il PAC in ETF vale per entrambi i regimi: – netti alla fine, dopo il 26% sulle plusvalenze e l'imposta di bollo.

Cosa significa per te

    Simulazione indicativa: ipotizza reddito, versamenti e rendimento costanti e aliquote IRPEF 2026 invariate (23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre). Considera la detrazione per lavoro autonomo o dipendente, non le altre detrazioni personali. I risparmi fiscali sono sommati senza reinvestirli. Non è una consulenza fiscale.

    Vuoi sapere quale fondo conviene a te?

    Un consulente previdenziale ti aiuta a scegliere fondo, linea di investimento e importo giusto per il tuo regime, forfettario o ordinario. La consulenza è gratuita e senza impegno.

    Richiedi la consulenza gratuita →

    Nel modulo scegli "Pensione Integrativa / Fondo Pensione".

    Come funziona il fondo pensione per chi ha la partita IVA

    Il fondo pensione (fondo aperto o PIP, per i lavoratori autonomi quasi sempre ad adesione individuale) ha tre momenti fiscali: quando versi, mentre investi e quando riscuoti. Il regime della partita IVA cambia solo il primo, ma è proprio quello che decide la convenienza.

    ForfettarioOrdinario
    Quando versiNessuna deduzione dal reddito forfettario. Si deduce solo da altri redditi IRPEF, se ci sono.Deduci fino a 5.300 € l'anno: risparmi dal 23% al 43% di IRPEF, più le addizionali.
    Mentre investiRendimenti tassati ogni anno al 20% (12,5% sulla parte in titoli di Stato). Niente imposta di bollo.
    Quando riscuoti0% sui contributi non dedotti, se li hai comunicati al fondo.Dal 15% al 9% sui contributi dedotti, in base agli anni di adesione.
    Adempimento chiaveComunicazione annuale dei contributi non dedotti.Solo per la parte versata oltre i 5.300 €.

    Fondo pensione nel regime forfettario

    Il forfettario paga un'imposta sostitutiva del 5% o del 15% al posto dell'IRPEF. Dal reddito forfettario si possono togliere solo i contributi previdenziali obbligatori (INPS o cassa professionale): i versamenti al fondo pensione non sono deducibili.

    La legge evita però la doppia tassazione. I contributi che non hai dedotto sono soldi già tassati, quindi quando li riscuoti, come pensione, anticipazione o riscatto, non paghi nulla su quella parte.

    L'adempimento da non dimenticare

    L'esenzione non è automatica. Ogni anno devi comunicare al fondo l'importo che non hai dedotto, entro il 31 dicembre dell'anno successivo al versamento (o prima, se nel frattempo chiedi una prestazione). Se non lo fai, il fondo considera tutto come dedotto e alla fine tassa anche quei contributi al 15-9%. Il calcolatore qui sopra ti mostra quanto costerebbe dimenticarlo.

    Allora conviene o no?

    Il fondo non ti fa risparmiare tasse oggi, ma non ti fa nemmeno "risparmiare il 9-15%" alla fine: quei soldi li hai già tassati con la flat tax. Il confronto giusto è con un investimento libero, per esempio un PAC in ETF, dove anche il capitale versato torna senza tasse. Rispetto all'ETF il fondo ha tre vantaggi e due limiti:

    • Rendimenti tassati al 20% invece del 26% (12,5% sui titoli di Stato in entrambi i casi).
    • Niente imposta di bollo, che sul conto titoli costa lo 0,20% l'anno.
    • Capitale protetto: durante l'accumulo la posizione non è pignorabile.
    • Tassazione anno per anno: il fondo paga il 20% ogni anno sui rendimenti maturati, l'ETF paga il 26% solo quando vendi. Sul lungo periodo questo rinvio vale quasi quanto la differenza di aliquota.
    • I costi: con costi simili a quelli di un ETF il fondo è in pari o leggermente avanti; un fondo che costa l'1,5-2% l'anno si mangia tutto il vantaggio. Nel forfettario conviene solo un fondo a costi bassi, e il calcolatore ti dice qual è la soglia per i tuoi numeri.

    Quando il fondo diventa interessante anche per un forfettario

    • Hai anche un lavoro dipendente o una pensione: puoi dedurre il fondo da quel reddito nel 730.
    • Prevedi di passare all'ordinario (per esempio superando gli 85.000 € di ricavi): da quel momento deduci, e gli anni di adesione già maturati abbassano la tassa finale.
    • Hai iniziato a lavorare dopo il 2007: dal sesto anno di adesione potrai dedurre fino a 2.650 € in più all'anno (fino a 7.950 € in totale), se avrai redditi IRPEF.
    • Sei fiscalmente a carico di un genitore (reddito fino a 4.000 € se hai fino a 24 anni): i versamenti li può dedurre lui.

    Fondo pensione nel regime ordinario

    Con la partita IVA in regime ordinario il fondo pensione è lo strumento fiscalmente più efficiente che hai. I versamenti si deducono dal reddito complessivo fino a 5.300 € l'anno, e lo Stato ti restituisce subito una parte di quello che versi:

    Reddito imponibileAliquota IRPEF 2026Risparmio su 3.000 € versati*
    fino a 28.000 €23%circa 850 €
    da 28.000 a 50.000 €33%circa 1.100 €
    oltre 50.000 €43%circa 1.350 €

    *Con addizionali al 2% e l'effetto della detrazione per lavoro autonomo, che cresce quando il reddito scende.

    Alla fine paghi un'imposta sostitutiva solo sui contributi dedotti, non sui rendimenti (già tassati anno per anno). L'aliquota parte dal 15% e scende dello 0,30% per ogni anno di adesione oltre il quindicesimo:

    Anni di adesioneTassa finale
    fino a 1515%
    2013,5%
    2512%
    3010,5%
    35 o più9%

    In pratica deduci al 23-43% e restituisci il 9-15%. Questa differenza è il vero vantaggio del fondo pensione, e per questo aprirlo presto conta: più anni di adesione vuol dire una tassa finale più bassa.

    Se versi più di 5.300 €, l'eccedenza non è deducibile. Anche in ordinario va comunicata al fondo entro il 31 dicembre dell'anno successivo, così alla fine è esente.

    Le novità 2026 sul fondo pensione

    • Limite di deducibilità a 5.300 € (era 5.164,57 €), valido per tutto il 2026.
    • Extra-deducibilità per chi ha iniziato a lavorare dopo il 2007: fino a 2.650 € in più all'anno, per un massimo di 7.950 €, per 20 anni dal sesto anno di adesione.
    • Nuove forme di uscita: oltre alla rendita vitalizia arrivano la rendita a durata definita, i prelievi programmati (tassati al 15-9%) e l'erogazione frazionata in almeno 5 anni (tassata dal 20% al 15%).
    • Capitale al 50%: l'aumento al 60% inizialmente previsto è stato cancellato. Se il montante è piccolo si può prendere tutto in capitale.
    • Tutele rafforzate: le prestazioni hanno gli stessi limiti di pignorabilità delle pensioni pubbliche.

    Anticipazioni: puoi usare il fondo prima della pensione

    MotivoQuantoQuandoTassa
    Spese sanitarie gravi (tue o della famiglia)fino al 75%in qualsiasi momento15% → 9%
    Acquisto o ristrutturazione della prima casa (tua o dei figli)fino al 75%dopo 8 anni23%
    Ulteriori esigenzefino al 30%dopo 8 anni23%

    La tassa si applica solo alla parte dedotta. I contributi non dedotti e comunicati restano esenti anche in caso di anticipazione, e questo vale soprattutto per i forfettari.

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    Domande frequenti

    No. Dal reddito forfettario si deducono solo i contributi previdenziali obbligatori (INPS o cassa professionale). I versamenti al fondo pensione si possono dedurre solo da altri redditi soggetti a IRPEF, per esempio uno stipendio. In cambio, i contributi non dedotti non vengono tassati quando li riscuoti, a patto di comunicarli al fondo.
    Con l'apposito modulo del fondo (spesso disponibile nell'area riservata), da inviare entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello del versamento, o prima se nel frattempo chiedi una prestazione. Se non lo invii, il fondo considera tutti i contributi come dedotti e li tassa al 15-9% quando li liquida.
    5.300 euro l'anno, per effetto della Legge di Bilancio 2026 (prima era 5.164,57 euro). Nel limite rientrano anche i versamenti per i familiari fiscalmente a carico. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 2007 può dedurre fino a 2.650 euro in più all'anno (massimo 7.950 euro) dal sesto anno di adesione, per recuperare il plafond non usato nei primi cinque anni.
    Sulla parte dedotta si paga un'imposta sostitutiva del 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino al 9% dopo 35 anni. I rendimenti non si ritassano, perché sono già tassati ogni anno (20%, 12,5% sui titoli di Stato), e i contributi non dedotti e comunicati sono esenti. Le anticipazioni per la prima casa e per altre esigenze sono tassate al 23%.
    Meno che a chi è in regime ordinario, perché manca il risparmio fiscale immediato. Rispetto a un investimento libero come un PAC in ETF il fondo ha rendimenti tassati al 20% invece del 26%, nessuna imposta di bollo e un capitale protetto, ma va confrontato con i costi. Diventa interessante se hai anche altri redditi IRPEF, se prevedi di passare all'ordinario o se scegli un fondo con costi bassi.
    Sì. Puoi dedurre i versamenti dal reddito di lavoro dipendente, nel 730, fino a 5.300 euro l'anno. Il risparmio dipende dall'aliquota IRPEF dello stipendio: dal 23% in su, più le addizionali regionale e comunale.
    Sì, se tuo figlio è fiscalmente a carico (reddito annuo fino a 4.000 euro se ha fino a 24 anni, 2.840,51 euro oltre). I versamenti li deduci tu, dentro il tuo limite di 5.300 euro. Con una partita IVA già avviata di solito il figlio supera la soglia e non è più a carico.
    Fino al 50% del montante; il resto arriva come rendita. Dal 2026, al posto della rendita vitalizia, puoi scegliere anche una rendita a durata definita, prelievi programmati o un'erogazione frazionata in almeno 5 anni. Se il montante è piccolo si può prendere tutto in capitale. L'aumento al 60% inizialmente previsto è stato cancellato.

    Prima di aprire un fondo, fai due conti

    Con la partita IVA la convenienza cambia molto tra forfettario e ordinario. Inserisci i tuoi numeri e scopri se ti conviene davvero.

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    Fonti: D.Lgs. 252/2005 (artt. 8, 11, 14), L. 190/2014 (art. 1 c. 64), Legge di Bilancio 2026 e istruzioni COVIP 2026. Contenuto informativo, non costituisce consulenza fiscale.

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