Canone Concordato 2026: Affitto Agevolato e Cedolare 10%

Come funziona il contratto a canone concordato, quanto si risparmia con la cedolare secca al 10% e chi conviene.

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Canone Concordato 2026: Cos'è e Come Funziona

Il contratto a canone concordato (tipologia 3+2) è un contratto di locazione residenziale in cui il canone non è libero ma deve rientrare nei valori fissati da accordi territoriali tra associazioni di proprietari (Confedilizia, UPPI) e di inquilini (Sunia, Sicet, Uniat). In cambio di un affitto calmierato, il proprietario ottiene vantaggi fiscali significativi, tra cui la cedolare secca al 10%.

Nel 2026 questa tipologia contrattuale torna particolarmente interessante: con i prezzi degli affitti ai massimi storici nelle grandi città, il canone concordato offre all'inquilino un risparmio reale, mentre al proprietario garantisce inquilini selezionati dalle organizzazioni di categoria e un carico fiscale ridotto.

Vantaggi Fiscali del Canone Concordato per il Proprietario

AgevolazioneCanone LiberoCanone Concordato
Cedolare secca21%10%
IMU riduzioneAliquota piena Comune25% di sconto sull'IMU
IRPEF (senza cedolare)100% del reddito da locazione66,5% del canone imponibile
Deduzioni IRPEF aggiuntiveNoSì (riduzione base imponibile)

Confronto Economico: Canone Libero vs Concordato

Esempio pratico a Milano per un bilocale da 75 mq in zona semicentrale:

Canone LiberoCanone Concordato
Canone mensile1.400€950€
Canone annuo16.800€11.400€
Cedolare secca21% = 3.528€10% = 1.140€
IMU (aliquota 1% ipotetica)1.000€750€ (-25%)
Rendita netta annua12.272€9.510€

In questo esempio il canone libero rende di più (+29%) perché il differenziale tra i due canoni (450€/mese = 5.400€/anno) supera il risparmio fiscale (~2.638€). Tuttavia, in città minori o zone con minor gap tra mercato e concordato, i conti possono ribaltarsi.

📌 Usa il nostro calcolatore cedolare secca per simulare il tuo caso specifico e capire quale regime conviene di più.

Struttura del Contratto 3+2

Il contratto a canone concordato ha questa struttura temporale:

Come Si Calcola il Canone Concordato

Il calcolo del canone concordato varia per ogni Comune e si basa sulle tabelle degli accordi territoriali. In generale:

  1. Identifica la zona del Comune (centro, semicentro, periferia)
  2. Identifica la fascia di superficie (es. fino a 45 mq, 45-75 mq, oltre 75 mq)
  3. Applica il valore minimo e massimo della tabella per mq
  4. Aggiungi eventuali maggiorazioni per: piano, ascensore, garage, riscaldamento autonomo, stato dell'immobile
  5. Il canone concordato deve rientrare in questo range

Le tabelle vengono aggiornate periodicamente dagli accordi territoriali. Per ottenere la tabella del tuo Comune, contatta le associazioni locali di proprietari o inquilini, oppure verifica sul sito del tuo Comune.

Attestazione di Conformità: Obbligatoria dal 2017

Dal DM 16 gennaio 2017, per beneficiare della cedolare secca al 10%, il contratto a canone concordato deve essere assistito da almeno una organizzazione di categoria (proprietari o inquilini), che rilascia una attestazione di conformità alle tabelle territoriali.

Senza questa attestazione, il contratto formalmente concordato non beneficia delle agevolazioni fiscali e viene tassato come canone libero. Questo requisito ha ridotto gli abusi ma ha reso la procedura leggermente più complessa.

⚠️ Attenzione: registrare un contratto come "concordato" senza l'attestazione di conformità e applicare la cedolare al 10% è un errore che può portare a sanzioni dall'Agenzia delle Entrate.

Canone Concordato per Studenti Universitari

Esiste anche il contratto transitorio per studenti universitari (durata da 6 mesi a 3 anni) che beneficia della cedolare secca al 10% in specifiche condizioni. È riservato ai Comuni sede di università o nelle immediate vicinanze, con inquilino studente universitario fuori sede.

Per gli studenti: detrazione IRPEF del 19% sui canoni di locazione pagati, con massimale di 2.633€ (detrazione max 500€ circa), solo per abitazione principale fuori dalla propria provincia di residenza.

Vantaggi per l'Inquilino

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Domande Frequenti sul Canone Concordato

Il contratto concordato deve essere registrato?

Sì, tutti i contratti di locazione superiori a 30 giorni devono essere registrati all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data di stipula. La registrazione costa 67€ fissi + bollo (in regime di cedolare secca) o 2% del canone annuo (regime ordinario).

Posso convertire un contratto libero in concordato?

Sì, con accordo tra proprietario e inquilino. Si registra una modifica contrattuale. Dal momento della conversione si applica la cedolare secca al 10% sul canone concordato. Attenzione: il canone dovrà rientrare nelle tabelle territoriali.

Il canone concordato si applica anche alle seconde case?

Sì. Il canone concordato si applica a tutti gli immobili residenziali, sia prima che seconda casa, sia per il proprietario che per l'inquilino. L'agevolazione IMU (sconto del 25%) si applica sull'abitazione non principale affittata a canone concordato.

Risorse Collegate

Conclusione: il canone concordato nel 2026 è conveniente soprattutto nelle città dove il gap tra mercato e concordato non è eccessivo, e per proprietari con aliquota IRPEF elevata che beneficiano fortemente della cedolare al 10%. Usa il calcolatore cedolare secca per confrontare tutti gli scenari con i tuoi numeri reali.

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